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“A” come Alvini, dalla Promozione al top del calcio italiano

Collaboratore
Francesco Carci
10/06/2022

La Cremonese, ottenuta la promozione dopo 26 anni e salutato Pecchia, ha puntato sull’ormai ex tecnico del Perugia, che a 52 anni vivrà la sua prima esperienza in Serie A. Un premio alla gavetta di un allenatore che si è fatto le ossa nei dilettanti, in particolare al Tuttocuoio, portato dalla Promozione alla Lega Pro

La scommessa della Cremonese si chiama Massimiliano Alvini. Tornata in Serie A dopo ben 26 anni, la società grigiorossa, ottenuta la promozione diretta grazie al sorpasso al secondo posto sul Monza proprio nell’ultima giornata di Serie B, ha deciso di affidare la panchina al 52enne tecnico toscano. Una scelta coraggiosa e sorprendente considerando che per Alvini sarà la prima esperienza in assoluto nella massima serie, ma al tempo stesso un premio alla gavetta e alla scalata di un allenatore che ha ottenuto risultati importanti nelle categorie dilettantistiche e professionistiche.

 
La prima foto da allenatore della Cremonese di Massimiliano Alvini (foto profilo Twitter Cremonese)

Nato nel 1970 a Fucecchio, in provincia di Firenze, Alvini, costretto nel 2000 ad appendere le scarpe al chiodo per un brutto infortunio, nonostante fosse un rappresentante di pelletteria in società con il fratello Valter, non abbandona il calcio e anzi si fa le ossa nei campionati di Promozione ed Eccellenza con il Signa e il Quarrata, ma la svolta arriva nell’estate del 2008 quando diventa l’allenatore del Tuttocuoio, club toscano con sede a Ponte a Egola nella provincia di Pisa, appena 8mila abitanti. Con i colori neroverdi è un autentico trionfo: vince subito il girone C della Promozione e la stagione seguente fa altrettanto nel girone A dell’Eccellenza approdando per la prima volta in Serie D, vincendo anche la Coppa Italia Dilettanti. Al terzo campionato dilettantistico (annata 2012/13) vince il girone D portando la società all’esordio assoluto nel professionismo. Siamo nella stagione 2013/14, il Tuttocuoio si salva vincendo i playout contro l’Arzanese e l’anno seguente ottiene uno splendido ottavo posto.

Qui, però, il ciclo settennale di Alvini arriva al capolinea, chiuso dopo 245 partite e lo storico triplo salto dalla Promozione alla Lega Pro. Nel 2015 resta nella “sua” Toscana diventando il tecnico della Pistoiese, ma dopo un campionato con più ombre che luci viene esonerato alla 30ª giornata. Va decisamente meglio il successivo biennio 2016/18 all’Albinoleffe, dove ottiene rispettivamente un nono e un quinto posto, in entrambi casi portando il club lombardo ai playoff. Alvini inizia a maturare una certa esperienza tra i professionisti, è il momento di alzare l’asticella e nella stagione 2019/20 è l’artefice del ritorno in Serie B dopo 21 anni della Reggiana, che vince i playoff di categoria nella finalissima contro il Bari. Il tecnico degli emiliani vince anche la Panchina d'Oro di Serie C come miglior allenatore. Il primo anno tra i cadetti, tuttavia, pur partito con il piede giusto, termina con l’immediata retrocessione dei granata in C. 

Alvini però resta in B accettando l’offerta del Perugia e con gli umbri conclude la stagione all’ottavo posto, l’ultimo utile per i playoff conquistati per uno scherzo del destino proprio grazie al successo nell’ultima giornata sul Monza, che ha spianato a sua volta la promozione diretta in A proprio della Cremonese. E a proposito della società grigiorossa, una volta ufficializzato l’addio a Fabio Pecchia (diventato nel frattempo il nuovo tecnico del Parma), la scelta del Cavaliere Arvedi, insieme al braccio destro Ariedo Braida e al direttore sportivo Simone Giacchetta, cade proprio su Alvini (con il direttore sportivo avevano lavorato insieme all’Albinoleffe) che così dopo una lunga e soddisfacente gavetta farà il suo esordio assoluto in Serie A. Un profilo, quello di “Max”, che ricorda molto quello di Maurizio Sarri, non solo per le origini geografiche e per i trascorsi calcistici, ma anche per il carisma e il temperamento in panchina. Un nome non casuale, quello dell’attuale allenatore della Lazio: nel novembre del 2018 Alvini ottiene infatti la licenza Pro della Uefa con una tesi dal titolo “Dal modello di gioco alla preparazione della partita: affrontare il Napoli di Maurizio Sarri”, dedicata proprio all’ex tecnico degli azzurri. Maestro, ma anche amico: “Ci siamo conosciuti nei primi anni del 2000 quando io ero alle prime armi e lui allenava a San Giovanni Valdarno - le parole di Alvini in un vecchia intervista ad Eurosport -. Ci siamo trovati e da lì, ancora oggi, capita che ci si veda o ci si senta di tanto in tanto al telefono per parlare di calcio. Entrambi siamo amanti di questo sport: non gli chiedo dei consigli e lui non mi ha chiesto dei pareri sulle sue squadre però è piacevole confrontarsi con uno così preparato e puntiglioso. Mi arricchisce molto”. I due si ritroveranno presto allo stadio “Olimpico” oppure allo “Zini”. 

D’altronde i tifosi della Cremonese, che cinque anni fa si trovava ancora in Serie C, si aspettano che la stagione del grande ritorno nella massima serie dopo oltre un quarto di secolo sia ricca di soddisfazioni. Per Alvini sarà la sfida più grande della sua carriera.


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