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Chiedi alla polvere: Atlético Club De Socios

Collaboratore
Francesco Caremani
27/12/2021

La prima squadra di calcio popolare spagnola, nata sulla scia del F.C. United of Manchester, in rotta di collisione con l’Atletico Madrid e il suo modello di governance. Un club, i suoi soci, la sua filosofia

“Il nostro club, le nostre regole”. È questo il motto, o se preferite il mantra, dell’Atlético Club De Socios, la prima squadra popolare nata in Spagna nel 2007, sulla scia del F.C. United of Manchester, nato due anni prima per protesta contro i proprietari americani dei Red Devils, alla ricerca di un football più a misura d’uomo: non solo nei prezzi dei biglietti ma pure nel modo di vivere la partita. Una società completamente controllata dai propri soci, tifosi, e non da un consiglio di amministrazione. Nel caso specifico la ribellione era contro la cattiva gestione di quello dell’Atletico Madrid in epoca pre cholista. Uno scontro vero e proprio dato che i dirigenti colchoneros non hanno apprezzato lo stemma della nuova squadra denunciandola, ma senza risultato.

Cresciuti nel quartiere madrileno di Carabanchel, tra Usera e Latina, si sono trasferiti nella città di Getafe a sud di Madrid, in uno più piccolo che dà il nome alla locale stazione della metropolitana: El Bercial. Un cambiamento che all’inizio non ha trovato tutti d’accordo, rivelandosi poi vincente perché nella zona non c’era una squadra di riferimento e la gente ha accolto con piacere questa nuova realtà, la quale, se all’inizio contava solo sulla squadra di calcio, adesso è una polisportiva in perfetto stile spagnolo, con una seconda squadra, tre giovanili, una di calcio a 7, una a 5, rugby e pallacanestro.

Tutto è partito dalla Tercera Liga de Aficionados de Madrid, scalando i campionati dilettanti spagnoli fino alla Preferente, dalla quale sono poi retrocessi. La crescita sportiva, però, non ha cambiato la filosofia del club e nemmeno l’obiettivo: fare calcio in modo trasparente, dove ognuno dei circa 130 soci ha voce in capitolo e se qualcuno sbaglia è sollevato dall’incarico che ricopre all’interno del club. Essendo la prima società di calcio popolare nata in Spagna sono in molte, arrivate dopo, a prenderla come punto di riferimento, chiedere consigli sulla gestione, soprattutto quella economica: la più difficile. L’Atlético Club De Socios è mandato avanti da circa dieci soci che si alternano nei vari compiti e nelle rispettive cariche, tutto viene deciso a maggioranza per alzata di mano. Ogni sezione sportiva sostiene e copre le proprie spese senza generare debiti per il club, anche perché la Preferente è costata molto e ha messo tutti davanti alla contesa: crescita sportiva contro integrità filosofica.

Tutti sono volontari, lavorano intorno e per la società solo per il gusto di farlo, di mantenere un presidio sportivo che è pure sociale, in un piccolo quartiere di una piccola città. Gli stessi calciatori non prendono soldi e anche questo è un tema dirimente per una squadra che cerca comunque di mantenere la categoria e quando possibile salire in campionati più importanti. Stesso dilemma che a suo tempo colpì il F.C. United of Manchester. Per finanziarsi hanno creato un negozio online, all’interno del proprio sito, dove vendono tazze piuttosto che sciarpe e maglie griffate. Poi ci sono le lotterie e un chiosco che tengono aperto durante le feste di quartiere. Grazie a un ingrosso di birre artigianali ne hanno una propria che si chiama “La Socia” e pure questa contribuisce a rimpinguare le casse societarie, sempre leggere, per le quali conta solamente andare pari e non avere debiti con alcuno.

La socialità più stretta si esprime il giorno della partita. Prima pranzano tutti insieme e poi accompagnano i calciatori al campo, in un clima invidiabile, dato che questi sono sostenuti sia in caso di vittoria che di sconfitta, perché nel calcio, come nella vita, c’è sempre una scelta, si sceglie cosa essere, si sceglie un linguaggio, si sceglie un modo, diverso. I soci dell’Atlético Club De Socios non vogliono insegnare niente, non si sentono migliori o peggiori di altri, semplicemente volevano un calcio differente, un modo diverso di intenderlo e di viverlo e non trovandolo altrove se lo sono creato. Per loro è importante poter decidere in proprio e avere voce in capitolo sulle decisioni che coinvolgono la società, senza mai entrare in quelle dello staff tecnico e della squadra, che attengono al campo, sia quello dell’allenamento che quello della partita. E questo dice molto della filosofia di questa squadra: una filosofia che, a parole, molti vorrebbero importare in altri Paesi e in altre realtà, ma i bollettini settimanali delle Figc provinciali ci raccontano tutt’altro.

Il resto è fatto di contatti che sono alla base della socialità e della società, per incontrare gli altri club, gli altri dirigenti e continuare a cercare e trovare giocatori giusti per il progetto. Perché alla fine le scelte non sono solamente le fondamenta di una società e di una filosofia, ma pure l’humus nel quale crescere una realtà con persone capaci di sposarla nella sua totalità. I soci da una parte, i calciatori dall’altra. Lì, dove appartenenza e orgoglio hanno lo stesso diritto di cittadinanza.

Foto tratte dal profilo Facebook @atleticoclubdesocios 

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