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Seck, salto triplo verso l'Olimpo del calcio tra un libro e l'altro

Collaboratore
Sebastiano Moretto
02/05/2022

L’esterno destro, nato in Senegal 10 febbraio 2001, è approdato a gennaio al Torino, un anno e mezzo dopo aver giocato in Serie D con il Sasso Marconi. Dopo quell’esperienza ci ha scommesso la Spal, ora sta iniziando a mettere in mostra grandi numeri anche in Serie A con i granata. L'altra sua grande passione? La lettura

Demba Seck è il classico caso di nome-cognome: chiunque lo pronunci, non può fare a meno di notare che le due parti sono inseparabili. Suona bene, “Demba-Seck”: così bene che i suoi passi partono dal Senegal per approdare nel comune di Massalombarda (RA), salvo poi virare per Ferrara, svoltare a Imola, procedere per Sasso Marconi, tornare alla corte estense e, ora, parcheggiarsi a Torino. Gioca altrettanto bene, Demba Seck: come il suo nome, prende palla, parte dalla fascia destra e si accentra, con quell’altezza e quella destrezza “alla Yaya Toure” – paragone scomodo, ma giusto per inquadrare le movenze – e un’incisività sotto porta ancora da migliorare. Non ditelo ai tifosi della Spal, che nella prima parte dell’attuale campionato di Serie B hanno saputo apprezzarlo e criticarlo, vedendoselo poi portare via dal direttore tecnico Davide Vagnati, passato dal suddetto club biancazzurro nella stagione 2019/20 – quando il club stava retrocedendo in Serie B – a Torino, sponda granata.

Asse Torino-Ferrara

I tifosi vivono il momento: in passato, puoi fare tutto ciò che di buono c’è al mondo ai loro occhi, ma se tradisci raramente vieni visto ancora di buon occhio. Storia dell’attuale direttore tecnico del Toro, che negli anni è cresciuto tra Giacomense e Spal, società nata dalla fusione proprio di Giacomense e Real Spal, spostandosi poi in Piemonte poco prima che il campionato interrotto dal Covid-19 riprendesse. Da quel momento si crea l’asse Ferrara-Torino: i giovani Kryeziu e Horvath, il responsabile del settore giovanile Ruggero Ludergnani, Berisha, il 2004 Gineitis; inoltre, il club piemontese si era interessato a Luca D’Andrea (trasferitosi però al Sassuolo), Francesco Dell’Aquila e Filippo Saiani, prospetti interessanti ma ancora attualmente residenti a Ferrara. Non come Demba Seck, attratto dalle sirene di Serie A – come confermato da lui stesso nella conferenza stampa di presentazione – dopo il recentissimo passato in Serie D. Ma non è stata tanto quell’annata a farlo salire alla ribalta, quanto il campionato Primavera 2020/21…

La prima Primavera

La Spal, per la prima volta dalla divisione tra “Serie A” e “Serie B”, riesce ad arrivare a competere con tutte le più importanti squadre italiane: quando viene sospeso il torneo di Primavera 2, nel girone A il Milan è riuscito all’ultimo a qualificarsi matematicamente, quindi assicurandosi un posto per la stagione successiva; così come l’Ascoli, capolista nel girone B. Manca un’ultima squadra per completare il quadro delle promosse e la Figc indica il team biancazzurro, in quanto miglior seconda con 37 punti, quattro in più del Trapani. Nessun nome altisonante in rosa – se non quello di Federico Zanchetta, figlio dell’ex centrocampista Andrea – e men che meno in panchina, con la chiamata del fu (in campo) romanista e ora allenatore dell’Under 18 giallorossa, Giuseppe Scurto. Demba Seck aveva appena terminato la stagione al Sasso Marconi, club del bolognese tutt’ora in Serie D, raccogliendo 24 presenze, 5 gol e 1 assist. Non un bottino importante ma per un classe 2001 giocare titolare a 18 anni in una buona categoria fa sempre curriculum. “Tante volte si allenava con i più piccoli pur di continuare a giocare - le parole del tutt’ora direttore sportivo del Sasso Marconi, Roberto Zagnoni, al sito gianlucadimarzio.com -. E quando aveva bisogno di uno svago alternativo – tutti i giorni, praticamente – ordinava dei libri da leggere”. Passione che, come dimostra il post sottostante, non ha ancora perso”.

Lo lancia il Sasso

Saper aspettare, apprendere e mettere in atto: sui libri, ma anche in campo, ciò che gli interessa sicuramente di più. Il 1° settembre è titolare nella sconfitta contro il Lentigione, poi ci mette appena cinque partite per trovare il primo sigillo, contando anche la mancata convocazione nel match nei confronti del Franciacorta: 6 ottobre 2019, il Sasso di Franco Farneti è in vantaggio 1-0 con il rigore di Draghetti e Demba Seck è in aiuto a Gigi Della Rocca là davanti. Al 90’, in contropiede, l’attaccante senegalese riceve la sfera sulla destra, si accentra, apre il piattone e chiude il match.

Sei giorni dopo, in trasferta a Crema si ripete, con lo scatto sulla fascia rigorosamente destra e, da posizione molto complicata – quasi sulla linea di fondo – riesce a registrare il momentaneo 1-1.

In campionato ne fa altri tre, in casa della Savignanese il 10 novembre e sul “finale” di campionato, tra il 26 gennaio e il 2 febbraio, per un Sasso Marconi arrivato in undicesima posizione – su diciotto compagini – con 29 punti. Ecco perché puntare su Demba Seck, “usato sicuro”, partito dal G.B. Fabbri due stagioni prima…

Rientro a Ferrara, dalla destra

La sua storia, come accennato precedentemente, parte ancora prima: nasce il 10 febbraio 2001 in Senegal, a Guediawaye, mentre qualche anno più avanti si sposta in provincia di Ravenna, a Massalombarda, per un ricongiungimento familiare con il padre. Solo nel 2017 si vede aprire le porte del centro tecnico di via Copparo, a Ferrara, quando viene inserito nell’Under 17 che Fabio Perinelli ha appena iniziato a guidare: “Come per tutti i ragazzi della sue età che entrano senza esperienza in un settore giovanile professionistico c’è bisogno di tempo per capire bene cosa viene richiesto”, le parole dell’allora allenatore a LoSpallino.Com. Demba Seck ci mette un girone, largo a destra, per concludere in bellezza: 17 presenze e quattro gol. Numeri in continuo divenire, ma che chiedevano ancora di pazientare per il campionato Primavera: destinazione Imola, dove gioca solo nella Beretti raccogliendo 7 gol. Poi, Sasso Marconi e, appunto, il ritorno alla Spal, che Perinelli giudica così: “Deve aver acquisito una certa solidità dal punto di vista mentale”. La quale l’avrà aiutato a pensare, pur essendo un fuoriquota (essendo “l’anno dei 2002 e 2003”, quello della stagione 2020/21), di essere più forte degli altri: nelle prime quattro gare realizza due gol, poi viene inserito in pianta stabile nella prima squadra di Pasquale Marino, anche per lo stop momentaneo del campionato. Con questa segna all’esordio nel terzo turno di Coppa Italia a Crotone e gioca tutta la gara dei quarti di finale a Torino, contro la Juventus. Lì perde un po’ di continuità – da gennaio a marzo non viene praticamente mai convocato – e segna solo tre gol fino a giugno. Ma i giovani di Scurto sono una certezza, sfiorano a sorpresa i playoff e lui viene promosso in estate proprio nella rosa dei grandi, con Pep Clotet.

Leziosità granata

In estate, rivoluzione: il closing societario fa passare il club dalle mani dei Colombarini a quelle di Tacopina, che rivede – con ritardo per questioni burocratiche – il mercato. Tantissime entrate, ma su Demba Seck ci vuole scommettere: sebbene arrivi qualche voce (vera) sul passaggio a Bologna insieme a Bonifazi. Odi et amo, lezioso ma piacevole: i tifosi lo vedono in azione quasi sempre, da agosto a dicembre, ma esultando con lui solo una volta – il 21 settembre, nel 3-2 al Vicenza – perché le sue indecisioni sotto porta sono frequenti. Ha 20 anni, però, e da Torino c’è chi lo tiene d’occhio: la sua ultima partita con in maglia azzurra è datata 22 gennaio, 13 minuti 0-0 contro il Pisa e passaggio a Torino, a titolo definitivo, pochi giorni dopo. In maglia granata ha giocato i primi minuti di Serie A sul finale della gara con il Cagliari, poi è partito titolare contro lo Spezia mettendo in mostra qualche giocata da potenziale grande giocatore. E' solo l'inizio, Demba sa già che per rubacchiare altro spazio dovrà pazientare. Ma è un gran bell'inizio. D’altronde, l’ha lanciato il Sasso, mica potrà nascondere la mano…

(credits: foto Torino F.C. 1906)

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