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Fabrizio Piccareta, l’allenatore con il mondo nella valigia

a cura di
Housefootball
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31/05/2022

Dopo una carriera da giocatore nei Dilettanti liguri, il tecnico ha intrapreso un percorso che l’ha portato tra oriente, Inghilterra, Portogallo e Finlandia, fino alle ultime esperienze italiane. Alla ricerca dell’estetica balistica…

Qual è la gioia più grande per un allenatore? Due sole, forse, sono le strade. Vincere a ogni costo, quindi dando alla squadra una mentalità vincente, e sotto questo aspetto la vox populi potrebbe essere Massimiliano Allegri; fare bel gioco, rischiando la panchina nel caso i risultati non arrivino, ma godendosi l’estetica. Forse è un po’ difficile da credere di questi tempi, ma nel tweet sottostante si riporta proprio questo concetto, con tanto di discussione con un follower, da parte di Fabrizio Piccareta.

Lo stile, innanzitutto

In pochi “cinguettii”, Piccareta esprime la sua idea di calcio: non importa se la sua squadra ha perso 4-1, lui comunque è contento del fatto che i giocatori hanno recepito il suo stile di gioco. E ora è arrivato il momento di contestualizzare: 11ª Giornata del Campionato Primavera 1, stagione 2021-2022. La Spal fa visita al Milan e dopo tre minuti – di cui uno quasi intero nel quale ha la palla – trova il vantaggio con Forapani, al termine dell’azione poco sopra; nove minuti seguenti, i rossoneri pareggiano, altri tre giri d’orologio vanno in vantaggio e nella ripresa chiudono la disputa. Piccareta non sa che quella è solo la seconda di tre sconfitte in campionato che gli costano il posto, con quattro sole vittorie in dodici gare. E qui sorge un dubbio: aveva bisogno di altro tempo? La Spal, nel prosieguo del campionato, fa tutt’altro che bene, ma vige la classica, vecchia, regola delle retrocessioni. Per questo in società si sentono di cambiare, senza rendere giustizia all’esperienza che è servita all’allenatore per costruire la sua carriera, incorniciata anche da vittorie.

E, prima di arrivare alla Spal nell’agosto 2021, Fabrizio Piccareta ne ha fatta di strada: soprattutto voluta, e non obbligata. Nasce a Genova il 15 novembre 1965 e, come ogni ragazzo che si rispetti in quelle zone, se è capace viene accolto da Sampdoria o Genoa: la prima, nel suo caso, e sotto mister Marcello Lippi veste anche la fascia da capitano nei primi anni ’80, come ha riportato nella foto postata sul suo attivissimo profilo Twitter.

Dalla Liguria “dilettante” all’occidente

Ma non è questo il punto: il suo viaggio inizia ufficiosamente nel 1984, quando inizia a giocare in tante squadre liguri – Varazze, Andora, Loanesi, Argentina, Sanremese… – fino al Finale nel 2003. Prima da ala, poi si sposta all’interno del campo, con pochi gol sulle gambe ma tanto “pensiero” e il doppio ruolo, allenatore-giocatore, nel Golfodianese, stagione 2000-2001. Bazzica tra Prima Categoria ed Interregionale, concludendo in Eccellenza e ripartendo dove ha vinto tre volte: alla Sanremese, due campionati tra il 1991-1992 e nel 1995-1996, e la Coppa Italia Dilettanti, sempre in quell’ultima annata. Nel club gli vengono affidati gli Allievi regionali, anno ’89, in cui è presente anche Fabrizio Poli, ma è con il corso formativo organizzato dall’Inter che gli si aprono le porte del… mondo: sei mesi di lezioni, per entrare a far parte del progetto di Inter Campus Estero – come ha dichiarato in un’intervista a “La Gabbia di Orrico” – e intraprendere un percorso che durerà cinque anni, visitando paesi come Cina, Cambogia, Iran, Colombia, Cuba e Slovacchia, imparando le rispettive lingue e allenando, allo stesso tempo, tra Promozione ed Eccellenza Ligure.

La scommessa di Di Canio

Nel 2008, altro tassello al puzzle, con il corso UEFA a Coverciano e il modo di conoscere tanti ex giocatori: Di Biagio, Di Francesco, Ganz, Pagliuca, Semplici e, ultimo ma non ultimo, Paolo di Canio.Se un giorno allenerò, ti voglio con me”, le parole che l’ex attaccante di Lazio e West Ham sono per Piccareta, come riportato da lui stesso in una chiacchierata con gianlucadimarzio.com. Devono passare due anni e un esonero – alla Loanesi, squadra d’Eccellenza ligure allenata tra il 2009 e il 2011, in seguito al 2-1 del Busalla nel recupero del 14° turno – perché Di Canio rispetti la sua promessa: destinazione Swindon Town, in League Two. Prima avventura da “pro” con successo, vista la vittoria del campionato dopo le quattro sconfitte consecutive ad agosto, e la finale in coppa; la stagione seguente, buon inizio in League One, ma per problemi societari i due timonieri italiani l’avventura finisce a fine febbraio. Tuttavia, trascorre poco più di un mese e Di Canio – con la “troupe” – trova un altro impiego, stavolta di maggior prestigio, al Sunderland, in Premier League. “Fu una sorta di ’shock esistenziale’”, la descrizione del passaggio da calcio dilettantistico ai palcoscenici inglesi da parte di Piccareta, ancora ai microfoni di “La Gabbia di Orrico”. “Per Paolo era il primo vero incarico da Manager e per me la prima volta da “secondo”, per cui ci volle un po’ di tempo per riuscire a trovare un giusto equilibrio ed un nostro modo di lavorare insieme”. Insomma, Di Canio dirigeva totalmente le sedute di allenamento, solo in un secondo momento il tecnico ligure capii che il suo lavoro da “match analyst” era apprezzato. Si vide anche in campo: squadra verso la retrocessione salvata con sette giornate a disposizione, salvo poi salutare alla quinta giornata del campionato 2013-2014.

Sì, viaggiare…

Una volta fatte le valigie dall’Inghilterra, un anno e mezzo dopo si accasa nella seconda divisione portoghese, all’Olhanense, anche in questo caso per salvarla dalla retrocessione. Missione compiuta, mentre il primo vero incarico da capo-allenatore avviene nel 2017, nella squadra finlandese dell’Inter Turku: circa, perché quel ruolo lo assume solo ad agosto, dopo essere stato promosso da vice in seguito alle dimissioni, per motivi personali, di Shefki Kuqi. Nella stagione 2017-2018 vince la Coppa di Finlandia e, a fine stagione, riceve una telefonata da Roma per allenare l’Under 17 giallorossa: insieme alla famiglia, torna in Italia dopo molti anni. Prende in mano l’annata 2002 dei vari Bove, Zalewski, Boer, Ciervo, Milanese – “esplosi” solo qualche stagione più tardi – e nel giugno scorso festeggia il titolo di categoria battendo in finale il Genoa per 3-1. Ciliegina sulla torta: il premio “Manlio Scopigno” come miglior allenatore di Settore Giovanile per la stagione. Infine, all’inizio della corrente stagione il difficile compito di ripetere la fantastica stagione della Primavera della Spal allenata da Giuseppe Scurto: nulla da fare, se non quell’impronta data alla squadra nello stile di gioco. La classifica ha sicuramente pesato nella scelta dell’esonero, con l’allenatore pronto per fare le valigie in attesa di un’altra avventura…

Per le foto si ringrazia il profilo Twitter di Fabrizio Piccareta e il sito del tecnico Fabfootballbrain


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