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Dall'Eccellenza alla Nazionale, i mille sorpassi di Gianmarco Ferrari

Collaboratore
Pierandrea Usai
12/04/2022

Oggi è il capitano del Sassuolo nonché uno dei difensori più affidabili ed esperti del campionato di Serie A. Ma questa è solo la punta dell’iceberg di una splendida scalata partita addirittura dai campi del massimo campionato regionale dilettantistico e arrivata fino all’azzurro

Alzi la mano chi ama il calcio e da bambino non ha sognato di diventare un calciatore e di arrivare a rappresentare la propria nazione. Gran parte di noi, per non dire tutti, lo hanno fatto. Ma quelli che ci riescono sono una grande minoranza. Per riuscire nell'impresa, oltre al talento, servono forza di volontà, spirito di sacrificio, dedizione al lavoro. Immaginiamo che anche Gianmarco Ferrari, all’inizio del suo percorso, potesse avere questa aspirazione. E lui è uno di quei pochi che può dire di avercela fatta, pur partendo da molto lontano. Un filo rosso che lega (quasi) tutta la sua carriera passa dall’Emilia Romagna. Ferrari nasce a Parma, per l'appunto, e lo fa anche calcisticamente crescendo nelle giovanili dei gialloblù. Poi il passaggio tra i grandi, sempre restando vicino a casa. Si parte dalla gavetta vera e propria, quella dura ma formativa: Terme Monticelli, Eccellenza regionale emiliana. Il bottino della sua prima stagione sarà di 10 presenze, condite anche da una rete. Quindi arriva il primo salto, iniziando l’annata successiva con la formazione del Crociati Noceto, in Lega Pro seconda divisione. Forse il passo è troppo affrettato per un ragazzo così giovane, così decide di tornare indietro, senza fretta.

Ecco, dunque, che decide di passare dalla Serie D, trasferendosi nel mercato di gennaio al Fiorenzuola. Qui Ferrari si mette in mostra disputando 15 partite nella seconda metà di campionato, contribuendo alla salvezza degli emiliani. Le sue qualità non passano inosservate e infatti, nella stagione successiva, arriva il ritorno in Lega Pro seconda divisione con la maglia del Renate. La crescita prosegue spedita. Dopo due stagioni ecco lo step successivo in Lega Pro prima divisone, con la maglia del Gubbio. In tutto ciò il Parma continua e tenerlo d’occhio, mantenendo la sua comproprietà. Il campionato è molto positivo per Ferrari: 30 presenze da titolare, quasi fisso, e anche due gol, dove si scopre essere un rigorista estremamente affidabile.

Arriva anche il riscatto da parte del Parma, che continua però a mandarlo in prestito in giro per l’Italia nel tentativo di farlo maturare il più possibile. Il nuovo “porto” per Gianmarco è rappresentato da Crotone e dalla Serie B. Il centrale emiliano non parte come titolare nella formazione calabrese, ma con il passare delle partite riesce a convincere il tecnico Massimo Drago, prendendosi il posto nella retroguardia. L’annata successiva dei pitagorici sarà splendida e si chiuderà con la prima promozione in Serie A. Contestualmente, però, arriva il fallimento del Parma e Ferrari viene acquisito a titolo definitivo dal Crotone, squadra con la quale sale al grado più alto della piramide calcistica italiana. Una scalata incredibile per un ragazzo partito sei anni prima dall'Eccellenza. E tutt’altro che finita. Il Sassuolo, altra squadra emiliana, decide di assicurarsi le sue prestazioni nel 2017 lasciandolo in prestito ai calabresi. Qui Ferrari continua a migliorare, dimostrando anche una certa confidenza in zona gol (3 reti a fine anno) oltre alle più evidenti qualità difensive, decisive per la miracolosa rimonta salvezza dei rossoblù, guidati nell’ultima parte di campionato da Davide Nicola.

Oggi Ferrari è il capitano del Sassuolo, di cui è una delle colonne, ma prima di arrivare a questo punto della storia c’è un altro tassello da incastonare. Dopo la stagione della salvezza con il Crotone arriva un altro anno di prestito in Serie A, questa volta a Genova, sponda Sampdoria. Anche questa volta ci mette poco a risultare indispensabile, disputando 30 partite in campionato, condite da altre due realizzazioni, togliendosi lo sfizio di segnare alla Juventus.

Ecco che i tempi sono finalmente maturi e il Sassuolo può raccogliere il frutto della sua semina. La stagione in corso è infatti la quarta tra le fila dei neroverdi. Quella in cui indossa la fascia di capitano al braccio, in qualità di vice-capitano, insieme a Berardi, alle spalle dello storico Magnanelli, colonna emiliana fin dal 2005 e dalla Serie C2, ormai relegato a leader di spogliatoio.

Le sue qualità difensive, ma anche in fase di impostazione, e soprattutto la sua grande costanza di prestazioni hanno portato Ferrari ad affacciarsi anche alla Nazionale maggiore. Nonostante la grande concorrenza, Gianmarco è riuscito a ottenere varie convocazioni: la prima sotto la gestione Ventura, nel giugno del 2017, in occasione di un'amichevole contro l’Uruguay. Tuttavia, per l’esordio ci è voluto ancora un po' di tempo. Quando il treno sembra essere ormai passato, infatti, Roberto Mancini lo convoca e lo fa debuttare contro San Marino in occasione di alcune amichevoli pre Euro 2020. Ed ecco che la magia del calcio sublima la carriera di Ferrari, partito dall’Eccellenza per arrivare al gol all’esordio con la maglia azzurra in quella serata cagliaritana.

Ormai lo avrete capito. Quello di Gianmarco Ferrari, dal Parma alla Nazionale italiana, non è stato un percorso facile. È stato lungo, difficile, ricco di soste ma graduale, con una giusta gavetta nel calcio dilettantistico. Questa è anche la visione del diretto interessato, che parlava così in un’intervista a Il Secolo XIX, nell’anno blucerchiato: “Penso che tutto sia possibile: ci vogliono testa, pazienza, fortuna e un pizzico di bravura. Però quando ottieni dei risultati, ti sembra di aver fatto il triplo, perché partendo dall'Eccellenza ogni salto è un trampolino in più che aggiungi. E non vuoi fermarti mai. Ci si mette un attimo a perdersi in certe categorie. Io ho sempre avuto come obiettivo di fare il calciatore, non ho nemmeno mai preso seriamente in considerazione un'alternativa. Da ragazzo, subito dopo le giovanili del Parma, il salto in Eccellenza al Terme Monticelli: un primo colpo al sogno. L'anno prima c'era stato un giocatore, il guineano Traore, che era stato prestato a una società di Eccellenza e aveva funzionato. Hanno voluto replicare con me quella storia”.

Questo non vuol dire che sia l’unica soluzione e che funzioni per tutti. Il passaggio dai campionati giovanili a qualsiasi realtà di prima squadra, anche a un livello che può sembrare basso come l’Eccellenza, è tutt’altro che scontato. Inoltre, un altro ostacolo è rappresentato dal fatto che può essere difficile mantenere un alto livello di attenzione quando si è giovani, giocando magari in campionati dilettantistici. “Avevo 16 anni, mi hanno detto vai a farti le ossa. L'ho vissuta come una bocciatura - spiegava lo stesso Ferrari -. Ci allenavamo tre volte alla settimana di sera. Tanto tempo libero e quando si è giovani è facile distrarsi. Da Fiorenzuola comunque è ripartita la scalata. E a ripercorrere ogni passo è sempre stata una crescita. Renate è stata un'altra tappa, poi Crotone, prima di arrivare qui a Genova”.

Noi ci siamo permessi di aggiungere le ultime due tappe ripercorrendo la carriera - peraltro ancora in pieno svolgimento visti i 30 anni appena compiuti - di Ferrari. Chissà che il capitano neroverde non sia pronto ad affrontare nuove sfide, dato che comunque è ancora nel giro della Nazionale (è stato convocato per lo stage dello scorso gennaio) e che la sua maturità e la sua affidabilità non sono in discussione. Significative, nonché grande attestato di stima, le recenti parole del tecnico Jose Mourinho alla vigilia della sfida tra Sassuolo e Roma in campionato: “Penso che loro abbiano più qualità di noi nella fase di impostazione dal basso, soprattutto quando escono da dietro con Ferrari e Maxime Lopez”. La carriera di Ferrari è già un sogno e un esempio di perseveranza. Ci insegna a non mollare mai e che non importa da quanto in basso si parte. E chissà che questa bellissima storia non si possa arricchire di nuove prestigiose pagine.

 (foto credits: sassuolocalcio.it)

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