ATTENZIONE! La pagina non è pubblica, perciò è visibile solo da un amministratore.

Gatti, uno scatto “felino” verso il sogno Serie A

Collaboratore
Pietro Scognamiglio
17/02/2022

Dalla Serie C alla Serie A ci ha messo appena due anni. Allargando l’inquadratura: dai dilettanti al club più titolato d’Italia, in tre stagioni. L'incredibile storia di Federico Gatti, passato in poco tempo da un duro lavoratore da muratore e dai campi della Promozione alla maglia della Juventus

Per arrampicarsi dal Frosinone alla Juventus, gli è bastato mezzo campionato. Dalla Serie C alla Serie A, ci ha messo appena due anni. Allargando l’inquadratura: dai dilettanti al club più titolato d’Italia, in tre stagioni. Federico Gatti corre veloce, talmente veloce da aver dato un’accelerata spazio-temporale inimmaginabile alla sua personale macchina del tempo (e dei sogni). Nel super calciomercato di gennaio della Juventus, il suo arrivo dal Frosinone rappresenta una finestra aperta sul futuro: rimarrà in prestito in Serie B fino a giugno, nel tentativo di conquistarla anche sul campo, la Serie A, da punto fermo della difesa di Fabio Grosso. Poi il salto, molto in alto. Perché, se sei un centrale difensivo, allenarsi con Bonucci e Chiellini è come frequentare un master universitario di alta specializzazione. Ed essere scelto per preparare la loro successione, da qui a qualche anno (ha firmato fino a giugno 2026), vale un’investitura pesante e lusinghiera.

La gavetta

Paura non ne ha, il 23enne piemontese originario di Rivoli e cresciuto in una famiglia torinista. Papà Ludovico, prima del sorpasso della Juventus, pensava di vedergli addosso la maglia granata perché il Torino sembrava molto avanti nella trattativa. Poi è cambiato tutto: la Juventus ha chiuso il cerchio il 30 gennaio, il giorno successivo le visite al J Medical, firma e foto ufficiale prima di tornare a Frosinone. In Ciociaria non sono ammesse distrazioni, perché la Serie B non consente distacchi dalla realtà. Del resto, difficile che scivoli su questo tipo di errore chi si è arrampicato nel calcio che conta partendo più che mai dal basso. Tra il 2017 e il 2019 Gatti giocava ancora nei campionati regionali, conciliando gli allenamenti serali con esperienze lavorative che servivano a tirare avanti: non è nato con privilegi e il padre aveva perso il lavoro. Muratore e installatore di infissi, perché la certezza di poter vivere di calcio non c’era, come non c’era nemmeno un progetto di giocatore (giocava un po’ a caso sulla trequarti, poi l’arretramento a centrocampo, fino a quello definitivo - e provvidenziale - in difesa). “Ero una testa calda dentro e fuori dal campo – ha raccontato in una recente intervista a Extra Tv - ma l’anno in cui sono andato a lavorare mi ha cambiato la prospettiva. Era ciò di cui avevo bisogno, nel mio percorso non ci sono stati campionati Primavera in club importanti”.

Carriera lampo

I primi passi, Federico li ha mossi nel settore giovanile dell’Alessandria, senza però trovarsi la strada spianata verso il professionismo. E allora testa bassa e pedalare: la Promozione tra Pavarolo e Saluzzo, poi nel 2018/’19 l’Eccellenza vinta col Verbania dove viene confermato, mantenendo un alto livello, nella successiva stagione in Serie D. Se ne accorge la Pro Patria e lo porta in C, dove subito si dimostra all’altezza. Il direttore sportivo del Frosinone Guido Angelozzi ha esperienza e intuito, prova a sondare l’affare già a dicembre 2020, poi piazza l’affondo in estate e lo porta in Serie B pagando il cartellino circa 250 mila euro. In pochi mesi l’ha rivenduto per 7,5 milioni, a cui possono aggiungersi anche dei bonus. Plusvalenza sana, capolavoro.

(Federico Gatti con la maglia del Frosinone: alla corte di Fabio Grosso il difensore sta vivendo una stagione da protagonista assoluto)

Le caratteristiche

Gatti viene utilizzato da Grosso come centrale di destra in una linea difensiva a quattro, in una coppia molto ben assortita con il polacco Szyminski. Eccelle nel controllo dell’avversario e nelle giocate in quota, non solo nella sua area: ha infatti segnato già 3 gol, di cui due di testa, con un’insolita (per un difensore) doppietta contro la Spal. Abilità che, insieme a quelle fisiche, hanno fatto scattare i paragoni proprio con Chiellini. Da difensore moderno usa anche i piedi – ricordi degli inizi di carriera tra centrocampo e attacco - e ha dimostrato di saper accompagnare l’azione dall’altra parte del campo: contro il Benevento, un suo coast to coast in conduzione ha mandato in porta Charpentier. Sempre di corsa, più veloce e più in alto degli altri. Partendo più indietro, un po’ come la sua carriera. Dalla Promozione alla Juventus.

(foto Frosinone Calcio)

Ti potrebbe interessare

Un minuto di Serie D Finale di stagione/2

Un minuto di Serie D Finale di stagione/2

Siamo agli sgoccioli di questa lunga stagione di Serie D ed è tempo di ultimi verdetti. Quasi tutto definito nei vari raggruppamenti; manca infatti soltanto la post season del gruppo G, che ha disputato l’ultimo turno mercoledì. Intanto proseguono anche le sfide per decretare il supercampione di questo campionato d’Italia.
L’Airone Caracciolo vola dal campo alla scrivania

L’Airone Caracciolo vola dal campo alla scrivania

Dopo aver contribuito a riportare il Lumezzane in Serie D, l’attaccante classe 1981 ha deciso di appendere le scarpe al chiodo. Il suo futuro sarà comunque nel club lombardo come direttore sportivo. Bandiera del Brescia, di cui è il miglior marcatore della storia e secondo nel numero di presenze, è anche uno dei pochi giocatori ad aver giocato con entrambe le squadre di Genova

Iscriviti subito, per te esclusivi vantaggi dei nostri partner