ATTENZIONE! La pagina non è pubblica, perciò è visibile solo da un amministratore.

Il Cagliari sull'Altare della speranza

Collaboratore
Pierandrea Usai
10/05/2022

Il difensore rossoblù, alla prima stagione in Serie A, si è conquistato il posto da titolare dopo un avvio difficile. Nato a Bergamo, formatosi nelle giovanili del Milan prima di un rapido ritorno a casa in Serie D con la Virtus Ciserano Bergamo, con il suo gol alla Salernitana ha regalato nuove chance di salvezza ai sardi

Un gran numero di cuori dei tifosi cagliaritani si dev’essere fermato domenica sera, intorno al minuto 98’ della sfida dell’Arechi tra Salernitana e Cagliari, quando il difensore rossoblù Giorgio Altare ha trovato la coordinazione decisiva nel suo colpo di testa per battere Sepe. Un gol all’ultimo istante che ha riacceso le speranze dei sardi, che sarebbero stati praticamente spacciati in caso di sconfitta. Se il Cagliari può coltivare ancora speranze di mantenere la categoria - fermo restando che la missione è ancora molto ardua e sarà necessario fare risultato con l’Inter - lo deve a questo ragazzone di 23 anni, che si chiama Giorgio Altare. Per lui, originario di Bergamo e alla sua prima stagione con i sardi, si tratta del primo gol in rossoblù. Ma l'esultanza in cui si commuove stringendo tra le mani la maglia del Cagliari dimostra quanto si senta già coinvolto nella causa rossoblù. 

Il difensore, prodotto del settore giovanile del Milan, è arrivato a luglio in Sardegna, passando un po’ in sordina dopo le ultime esperienze in Lega Pro con Feralpi Salò e Olbia. La stagione non è partita benissimo, chiuso dalla presenza di Godin e Caceres, tra gli altri. Sia con Semplici sia con Mazzarri ha faticato a trovare spazio nel pacchetto difensivo, se non per qualche scampolo o presenza in Coppa Italia. E negli unici minuti giocati in campionato, nel girone d’andata, era pure arrivato l’errore che aveva permesso al Venezia di pareggiare nel finale all’Unipol Domus, che sembrava averne decretato la definitiva bocciatura. Non a caso nelle ultime ora del mercato invernale il suo trasferimento in prestito alla Reggina sembrava cosa fatta, ma poi saltò tutto. Altare è rimasto, deciso a scalare le gerarchie in casa cagliaritana anche in virtù delle partenze di Godin e Caceres che hanno spalancato nuove prospettive. Prospettive sfruttate al meglio dal difensore bergamasco che dal 6 gennaio in avanti, giorno della vittoria di Genova, è diventato titolare nel terzetto difensivo. Forte fisicamente e di testa, ottimo nei contrasti e nel recupero del pallone, veloce e abile nel risalire il campo palla al piede, Altare nel girone di ritorno ha dimostrato di essere un giocatore molto solido. Tanto che le sue ottime prestazioni hanno portato la società rossoblù a rinnovargli il contratto fino al 2026.

Giorgio Altare firma il prolungamento di contratto fino al 2026 con il Cagliari

I primi passi: il Milan e l’esperienza in Serie D 

Tanta roba per questo ragazzo cresciuto nel vivaio rossonero, fino alla Primavera, al fianco di Bellanova, Cutrone, Vido, Gabbia e Pobega. Con i rossoneri disputa il suo primo torneo di Viareggio e nell’ultima partita del campionato di Serie A 2016/17 viene convocato in panchina da mister Montella. A fine anno passa al Genoa, dove gioca titolare mettendo a segno anche due gol. In mezzo arriva anche la prima esperienza tra i “grandi”, una parentesi di sei mesi in Serie D con la maglia della Virtus Ciserano Bergamo, dove disputa otto partite e contribuisce alla salvezza della squadra. Un'esperienza breve ma che ha lasciato il segno nella società bergamasca, che lo ha ricordato con una nota sul proprio sito in occasione della sua prima partita da titolare in Serie A. 

“Fu un’annata complicata con la salvezza raggiunta solo nel finale di stagione: Altare arrivò dal Milan in punta di piedi alla corte di mister Madonna, inserendosi nel suo 3-5-2, e conquistò tutti per le sue qualità tecniche e umane. Tutta la Virtus Ciserano Bergamo festeggia insieme a Giorgio per questo evento: siamo orgogliosi di averti accompagnato in questo cammino, iniziato tra i più grandi proprio dalla nostra società!”.

Gli step successivi: Feralpi e Olbia

Dopo la mezza stagione disputata in Serie D e un altro anno in Primavera con il Genoa, arriva il momento di tentare lo step successivo, chiamato Lega Pro. Nell’estate 2018 va in prestito alla Feralpi Salò, inizia subito bene giocando i primi incontri ma la dea bendata non è dalla sua parte: a settembre, in allenamento, si procura la rottura del legamento crociato anteriore del ginocchio che lo costringerà a stare fuori quasi tutta la stagione. Riuscirà a recuperare per le ultime giornate di campionato, disputando anche le sfide dei playoff, ma la sua avventura a Salò finisce sostanzialmente lì. La stagione successiva inizia ancora con la formazione bresciana, ma Altare non gioca praticamente mai e a gennaio arriva il trasferimento in Sardegna, alla corte dell’Olbia. Anche in questo caso l’inizio per Giorgio non è dei più fortunati - ma questa volta non solo per lui - visto che a marzo 2020 il mondo scopre l’incubo Covid-19. La stagione viene interrotta e in Lega Pro mai completata. I galluresi si ritrovano così a dover disputare lo spareggio per evitare la retrocessione, contro la Giana Erminio. I sardi riescono a salvarsi e Altare disputa anche la stagione successiva in maglia bianca. Questa volta il campionato è più tranquillo, chiuso con una salvezza senza patemi e sfiorando i playoff, e Altare è titolare inamovibile con 37 presenze e una rete.

Sarà che il ragazzo si è trovato bene in Sardegna, sarò che il Cagliari ha una corsia preferenziale con la società amica Olbia, ma ecco che arriva la grande occasione per Altare, con la formazione rossoblù che lo acquista a titolo definitivo dal Genoa e ci riporta all’inizio del nostro racconto. Tutto questo tragitto, ricco di fermate intermedie, di soste, di sfortuna, per arrivare a quello che potrebbe essere il momento più importante nella carriera di Altare. Il momento in cui il cuore dei cagliaritani ha ripreso a battere dopo minuti di black-out, il momento che significa per adesso speranza e che potrebbe significare salvezza. Nel caso l’impresa riuscisse, a Cagliari sarebbero pronti a dedicargli non una piazza o una statua, ma perché no, un altare. Quello magari sì.

(foto Cagliari Calcio)

Ti potrebbe interessare

Un minuto di Serie D Finale di stagione/2

Un minuto di Serie D Finale di stagione/2

Siamo agli sgoccioli di questa lunga stagione di Serie D ed è tempo di ultimi verdetti. Quasi tutto definito nei vari raggruppamenti; manca infatti soltanto la post season del gruppo G, che ha disputato l’ultimo turno mercoledì. Intanto proseguono anche le sfide per decretare il supercampione di questo campionato d’Italia.
L’Airone Caracciolo vola dal campo alla scrivania

L’Airone Caracciolo vola dal campo alla scrivania

Dopo aver contribuito a riportare il Lumezzane in Serie D, l’attaccante classe 1981 ha deciso di appendere le scarpe al chiodo. Il suo futuro sarà comunque nel club lombardo come direttore sportivo. Bandiera del Brescia, di cui è il miglior marcatore della storia e secondo nel numero di presenze, è anche uno dei pochi giocatori ad aver giocato con entrambe le squadre di Genova

Iscriviti subito, per te esclusivi vantaggi dei nostri partner