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Il campo sotto il piede

Allenatore
Claudio Frasca
10/01/2022

Il piede è molte cose: il nostro punto di appoggio, la parte terminale della catena cinetica che realizza il mantenimento della statica dell’equilibrio, del cammino, della corsa, ma anche lo strumento fondamentale per raccogliere le informazioni che provengono dall’esterno e dall’interno del corpo (tattili, propriocettive e cinestetiche). In sintesi si tratta di una struttura essenziale e con diverse funzioni cruciali.

Da un punto di vista evolutivo, Il piede dell’uomo è quello che si è allontanato maggiormente dallo schema fondamentale dei “piedi” originari di tutti gli altri esseri viventi: è l’unico che, per formare la superficie di appoggio e garantire un’ottimale posizione eretta ha acquisito un elevato grado di specializzazione, è andato trasformandosi nel corso dell’esistenza in virtù delle sollecitazioni che subisce (da un punto di vista degli addetti ai lavori, ad esempio, si parla di piede “compensativo”, “adattativo” e “causativo”) e dalla sua impronta si possono scoprire una serie importante di correlazioni con il vissuto, i traumi, la postura e molto altro ancora.

 

Un capolavoro di architettura

Siamo sempre stati abituati a considerare e a parlare del piede come di una struttura “a volta” ma in realtà si nasconde dietro un’altra meraviglia architettonica che, in sintesi, possiamo definire come una vera e propria “Capriata podale” così composta:  

·         l’astragalo forma il monaco sul quale si piazzano…

·         …la tibia (che costituisce il colmo),

·          …Il calcagno (ossia il puntone posteriore),

·          …le ossa del tarso, del metatarso e le dita (che creano il puntone anteriore),

·          …il grande legamento plantare (la catena),

·         e i legamenti specifici di ogni raggio (le saette).

Questa definizione si deve a De Doncker e Kowalski negli anni ’70 (successivamente ripresi da Bourdiol nel decennio successivo ’80), che hanno dimostrato come si possano togliere elementi ossei, si possano sezionare muscoli intrinseci ed estrinseci del piede, senza fare crollare la struttura. Questo accade perché esistono anche capriate mediali e laterali che garantiscono elasticità, cinetica e recettività ad eventuali correzioni.

 

Un “vestito” adeguato, ma non solo

Quanto è cruciale la cura del piede lo conoscono bene tutti gli addetti ai lavori ed è altrettanto noto quanto sia importante la comodità della calzatura (quantomeno, il percepirla come adeguata) anche e soprattutto in funzione della pratica sul campo dove riceviamo, come detto, informazioni dai centri superiori e inviamo incessantemente segnali e feedback sulle condizioni ed impatto sia della palla che del terreno.

Occorre, però, anche una serie di precisazioni legate al piede che giocatori e allenatori dovrebbero tenere nella giusta considerazione: tutti queste strutture nervose (propriocettori ed esterocettori) presenti negli strati superficiali, medi e profondi del piede, sono sensibili a delle differenze di stiramento che possono variare da 3 a 24 grammi e sono in grado di analizzare differenze di tensione che si aggirano intorno a 1/100 di millimetro.

Attenzione quindi alle solette, ai plantari o quant’altro possa variare queste informazioni dato che ogni variazione si riflette sui centri dedicati al controllo della postura e di conseguenza si amplifica in tutto il corpo, schiena compresa. Un’attenta valutazione posturale prima e dopo l’utilizzo di un qualche presidio può essere dunque una giusta soluzione, per evitare di incorrere a fastidi e dolori improvvisi delle cui cause non si riesce talvolta a trovare una spiegazione.

Nei prossimi giorni approfondiremo il tema della postura come aspetto globale legato non solo all’impronta del piede ma anche a tanti altri sistemi del corpo umano mentre per andare più a fondo del tema delle calzature per lo sportivo vi rimandiamo a questi due focus dedicati proprio al mondo delle scarpe da calcio realizzati dalla giornalista scientifica Irma d’Aria:

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