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Overtraining: occhio ai segnali di stress!

Allenatore
Claudio Frasca
09/11/2021

Quando si pianificano le attività di allenamento occorre tenere conto sia dei ritmi biologici dei nostri atleti (soprattutto il ciclo luce-buio) che monitorare i segnali dei diversi tipi di stress che potrebbero condurre rapidamente all’overtraining che determina un calo delle performance invece che un aumento.

Previsione, orientamento, organizzazione, periodizzazione, somministrazione di carichi, volume e intensità sono i pilastri alla base dell’allenamento sportivo: li possiamo considerare i parametri ai quali rivolgono le attenzioni le Scuole di Formazione e sui quali vertono studi e ricerche in ambito Performance. Tanto insomma, ma non tutto. Esiste qualcos’altro: mi riferisco alla cosiddetta Noosfera (per citare uno dei massimi esperti in Mental Coaching, il Dr. Beppe Vercelli). La Noosfera rappresenta tutto ciò che non è controllabile: quel “qualcosa” dell’ambiente che non sappiamo di dover sapere, legato al momento, alla percezione individuale su dove siamo e cosa stiamo facendo.

 

I ritmi biologici

Ed è proprio su questi aspetti che vogliamo concentrarci, focalizzandoci sul mondo di chi è alle prese con sbalzi, cambiamenti, adattamenti, condizionamenti, come succede nel mondo sportivo, dove un giorno non è mai uguale all’altro e che, nella corrente nomenclatura, vengono definiti Ritmi Circadiani.

I ritmi biologici, compresi i ritmi relativi al sonno ed alla veglia, all’umore e alle performance cognitive e fisiche, sono sincronizzati con l’Orologio Biologico (Ritmo Circadiano). I segnali esterni (come i cicli Buio- Luce e le Interazioni sociali) esercitano un’influenza su tali ritmi: avvisano le persone dei cambiamenti nella probabilità di possibili ricompense o minacce dall’ambiente, le stesse che l’uomo moderno ha ereditato dalla prima comparsa sulla terra nella quale era impegnato di giorno nell’attacco da “predatore” (Fight) o nella fuga da “preda (Flight)”. In natura, infatti, si hanno maggiori probabilità di trovare cibo e riparo durante il giorno e meno probabilità di rilevare i predatori durante la notte, il che significa che la veglia tende ad essere più fruttuosa durante il giorno e il sonno è l’attività più sicura per la notte. Il Ciclo Buio-Luce, quindi, rappresenta il più importante regolatore del nostro ritmo biologico, il cosiddetto “master clock”, il temporizzatore endogeno, dal quale dipendono tutti i Clock Secondari capaci di regolare la produzione di Energia e la Performance Cognitiva e Sportiva.

 

Allenamento e stress: attenzione ai segnali!

Quando parliamo di carichi e della loro somministrazione, rappresentati dalle modalità di allenamento sulle qualità condizionali e condizionabili, dovremmo tenere ben presente questo concetto se vogliamo che il nostro lavoro sia rivolto alla salute. L’impatto sul Nostro fisico di una sessione di training con la luce o con il buio, così come l’alimentazione o qualsiasi altra forma di stress esogeno, hanno un riscontro e determinano un carico interno completamente differente.

Tabella 1 - Segni e sintomi dello stress

Chi controlla questi meccanismi è il sistema nervoso autonomo e le sue fasi diurne e notturne sono influenzate e “assediate” dall’attivazione dello Stress System legato ai pensieri, alle emozioni, al rimugino di situazioni vissute (nel nostro caso una performance sportiva), e soprattutto dai carichi che si somministrano in particolari condizioni.

Saper riconoscere i segnali dello stress e i cambiamenti in un loop negativo degli atleti rappresenta la nuova frontiera alla quale rivolgere le nostre attenzioni e sui quali gli studi clinici si susseguono in ogni ambito sociale e sportivo. Vi invito a utilizzare la Tabella 1 riportata poco sopra come metro di valutazione prima di incorrere in quello che viene chiamato overtraining ossia quella condizione dove il nostro corpo non riesce più a reggere i carichi dello stress e, attaccato da più parti, diminuisce le sue performances. Prestateci attenzione quando lavorate sui vostri atleti e atlete o su voi stessi: prevenire è sempre meglio che curare!

 


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