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Postura, un lavoro di squadra

Allenatore
Claudio Frasca
19/01/2022

L’analisi del capolavoro architettonico rappresentato dal piede ha introdotto il tema del controllo posturale, ambito in cui intervengono diversi parametri oltre all’impronta podalica. Andiamo alla scoperta degli effetti di denti, occhi e pelle sulla postura dell'atleta.

Il Sistema Posturale, infatti, può essere influenzato negativamente, ad esempio, dai disturbi della masticazione (prensione, masticazione, deglutizione), dai disturbi gengivali, dai focolai dentali, dai disturbi della rifrazione, da quelli della convergenza e perfino dalla presenza di cicatrici, ed è quindi attraverso una attenta valutazione specialistica che possiamo definire una strategia di intervento. Ecco perché, in questo caso, si parla proprio di un lavoro di “squadra” dove le figure implicate in sincronia dovrebbero essere molteplici: dal posturologo, all’optometrista, all’ortognatodonzista, serve un team per completare una diagnosi accurata e permettere una correzione che incida in modo significativo sulla performance fisica e atletica dello sportivo.

 

Cosa c’entrano i denti?

Esiste un importante legame fra postura e apparato masticatorio: se andiamo inizialmente a verificare tutti quelli che vengono classificati come “Dismorfismi Cranio-Facciali”, infatti, possiamo identificare uno stretto legame tra le curve fisiologiche del rachide e la classe dentale di appartenenza di ogni individuo:

o   Nella Classe I i denti inferiori sono circoscritti dai denti superiori. In questa categoria troviamo coloro i quali non presentano accentuazioni delle curve e probabilmente conservano una postura corretta

o   Le Classi II si caratterizzano invece per un arretramento relativo della mandibola che provoca uno spostamento in avanti della posizione della testa e delle spalle e si dividono in 2 gruppi:

o   Nella divisione 1 gli incisivi sono orientati verso l’avanti e generalmente viene associata una disfunzione linguale

o   Nella divisione 2 gli incisivi sono orientati verso l’indietro ed è caratterizzata da una sovra-occlusione

o   Le Classi III presentano ciò che viene chiamato Prognatismo Mandibolare, con una posizione bassa della lingua e uno spostamento in dietro della testa.

 

 

La figura qui sopra mostra chiaramente la correlazione fra le diverse classi e la posizione del rachide rendendo evidente come sia necessario, quando ci si approccia al tema della postura, non trascurare il consulto con uno specialista in ortognatodonzia.

 

Questione di sguardo

Considerando invece l’apparato visivo, dobbiamo specificare che la visione richiede a ciascun occhio funzioni specifiche e, anche in questo caso, misurabili; l’occhio è un vero e proprio recettore che trasmette continuamente informazioni sia endogene (dall’interno del nostro corpo) che esogene (dall’esterno) ed è comprovato come i disturbi della rifrazione (miopie, astigmatismi, ipermetropie) così come quelli della convergenza che interessano invece il movimento dello sguardo, abbiamo effetti diretti sul sistema posturale anche solo di tipo adattativo.

Nello specifico dovendo definire una differenziazione, abbiamo:

o   L’Occhio Direttore che risponde solitamente alla lateralità del soggetto (Dx o Sx) ed è quello che vede, apprezza l’intensità e il colore, e costituisce l’elemento sensoriale propriamente detto;

o   L’Occhio di Guardia invece rappresenta la “visione periferica” avvisandoci di tutto quanto si muove nell’ambiente circostante.

Pensate per esempio in una azione difensiva al ruolo del portiere o del difensore, con un focus sul giocatore da marcare e uno sullo spazio dove magari si possono inserire avversari: il focus è gestito dall’Occhio Direttore, la visione sul campo dall’Occhio di Guardia. Anche in questo caso, siamo di fronte a un lavoro di squadra… nella squadra!

Nella pratica comune possibili alterazioni posturali sono visibili anche solo nel colloquio con l’atleta quando questo assume una particolare posizione: tutti i segnali sono osservabili e valutabili da chi ha la competenza per farlo ed in questo caso lo specialista di questo straordinario sistema è l’optometrista.

 

Un problema di pelle

Paul Eluard, poeta francese, sosteneva che “ciò che più è profondo nell’uomo è la pelle” e questo suo assunto filosofico, introduce all’ultimo (ma non meno importante) “recettore” posturale rappresentato dalle cicatrici patologiche che hanno un influenza su vari livelli. Le cicatrici determinano infatti squilibrio sugli esterocettori cutanei, interessano i meridiani che attraversano causando uno scompenso energetico e inducono nella loro ipertrofia (struttura ingrossata) una secrezione di adrenalina che agisce sul metabolismo.

La sintesi della loro azione si definisce interferenza posturale, alla quale si deve per prima opporre una attenta valutazione della forma e della struttura per poi eventualmente trattarla cercando di diminuire la sua influenza negativa.

Lavorare sulla postura è quindi un percorso articolato e complesso: un approccio fortunatamente sempre più diffuso nel mondo dello sport e non solo che anche noi torneremo ad approfondire nelle prossime uscite allo scopo di fornire a tecnici e giocatori i migliori strumenti per intervenire adeguatamente su fattori che possono incidere sulla performance dell’atleta di ogni età.


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